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mercoledì 23 settembre 2015

Paraguay: inizia il processo per i fatti di Curuguaty

Il 22 luglio si è tenuta la prima udienza del nuovo processo per il massacro di Curuguaty avvenuto il 15 giugno 2012, quando più di trecento agenti di polizia in assetto anti-sommossa si scagliarono con violenza per sgomberare settanta campesinos che occupavano un terreno di Marina Kue. 
L’attacco della polizia contro l’asientamento di Marina Kue causò la morte di undici contadini e sei militari; gli accadimenti di Curuguaty furono il casus belli che la destra ( Colorados ) e l’oligarchia dei latifondisti aspettavano attaccare il presidente Fernando Lugo e destituirlo riappropriandosi della guida del Paraguay.

Le responsabilità delle violenze a Curuguaty sono incontrovertibili eppure dal giugno 2015 vi sono ancora sedici contadini agli arresti, perché accusati di essere i responsabili della morte dei sei poliziotti oltre all’accusa di occupazione indebita dei duemila ettari di terra di Marina Kue. Le terre occupate erano di proprietà della Marina paraguayana fino al 1990 anno in cui Blas Riquelme, imprenditore e senatore colorado, se ne impossessò arbitrariamente.
L’occupazione contadina spronare il presidente Fernando Lugo a promulgare una legge di riforma agraria in un paese dove il 2,5% della popolazione insieme alle multinazionali possiede l’85% della terra coltivabile. 

All'inizio dell'udienza è stato ricordato ciò che è accaduto a Vidal Vegas dove un contadino, che era tra i testimoni del massacro di Curuguaty, è stato assassinato da alcuni pistoleros che non andranno mai processo perché protetti dall'oligarchia latifondista e dal Governo la cui politica appoggia i grandi capitali e cerca di stroncare sul nascere ogni conflitto per la terra garantendo l’impunità dei pistoleros e di chi li finanzia.

mercoledì 3 giugno 2015

Il Paraguay e la sua memoria

Sono passati sette anni da quando la Comisión Verdad y Justicia del Paraguay nel 2008 denunciò che durante la dittatura di Stroessner, durata dal 1954 al 1989, ci furono almeno 423 desaparecidos, circa 20.000 casi di torture ed altrettanti esiliati ma ancora oggi in Paraguay regna il silenzio e l'impunità.
Oltre ai crimini elencati dal documento della Comisión Verdad y Justicia in Paraguay la dittatura ha sottratto numerosi beni agli oppositori ed ha partecipato attivamente al Plan Condor trasformando di fatto il Paraguay nel luogo migliore, dopo l'oceano, dove far sparire gli oppositori dei regimi sudamericani.

In Paraguay ad oggi non sono stati istruiti processi per dare un nome ai colpevoli dei delitti, delle torture e delle sparizioni e solo ad inizio 2015 è stato avviato un programma per l'identificazione dei molti corpi rinvenuti nel paese.
Il programma per l'individuazione dei corpi istituito dell’attuale presidente Cartes, dopo numerose pressioni dell'ONU e dei paesi confinanti, con tutta probabilità porterà alla luce il destino di molti desaparecidos non soltanto paraguayani ma anche argentini, brasiliani e cileni i quali furono vittime dalle rispettive dittature e del Plan Condor.

Sembra che nel paese la società civile ancora non abbia sviluppato una coscienza e non voglia fare i conti con la propria storia al contrario dei paesi confinati dove si sta affrontando la pesante eredità delle giunte militari. In Paraguay la maggioranza della popolazione, secondo alcuni intellettuali, è convinta che gli anni della dittatura appartengano al passato e quindi debbano essere dimenticati, di conseguenza non vi è memoria e senza memoria non è possibile provare ad avere giustizia.

Stroessner e del Partido Colorado grazie a decenni di violenze di un regime ferreo sono riusciti ad ammutolire i paraguayani fino al punto di rendere i Diritti Umani e la propria storia un tabù.

venerdì 8 agosto 2014

Paraguay: Franco conferma l’attenta pianificazione del golpe del 2012

Il presidente golpista paraguaiano Federico Franco ha reso pubblico, ciò che tutti sapevano, che la repressione e le violenze di Curuguaty (dove persero la vita sei militari e undici contadini) era stata attentamente preparata, dall'opposizione politica e dall'oligarchia paraguaiana, ed aveva come fine la destituzione di Lugo.

I fatti si avvennero il 15 giugno 2012: i campesinos avevano occupato le terre di Blas Riquelme, uno dei più grandi latifondisti del paese oltre che senatore del Partido Colorado. La polizia intervenne con la forza per disperdere gli occupanti ,che chiedevano il riconoscimento dei loro diritti sulle terre di Marina Cue, ed avvennero quello che gli oppositori del Presidente Lugo chiamarono "scontri" invece fu un vero e proprio attacco delle forze dell'ordine.
Per il massacro di Curuguaty furono arrestati 13 contadini, accusati di associazione a delinquere, invasione indebita della terra e tentato omicidio ai danni dei poliziotti. Solo nell'aprile 2014 i campesinos arrestati hanno potuto beneficiare degli arresti domiciliari grazie anche al lungo sciopero della fame; contemporaneamente il loro processo è sospeso in attesa dello spostamento al tribunale di Asunción ma è stato viziato da irregolarità, false testimonianze e manipolazioni di prove fino alla sparizione di un video che testimoniava la presenza di un elicottero che sorvolava la zona di Marina Cue da cui sarebbero stati esplosi numerosi colpi contro i contadini.

I fatti di Curuguaty accelerarono le mosse nei palazzi del governo per destituire il presidente Lugo il quale guidava una debole maggioranza che raggruppava molti partiti di centrosinistra ed altri tutt'altro che progressisti, come il Partido Liberal Radical Auténtico (Plra). 
Franco, che ricoprì la carica di vicepresidente con Fernando Lugo, sostiene di esser stato obbligato ad assumere la presidenza del paese, anche se prima della sua proclamazione non aveva mai nascosto le sue mire politiche per la carica di presidente, anche se firmò rapidamente il documento che avviava l’iter parlamentare per la destituzione di Lugo conclusa con il voto favorevole dei partiti Colorado e del Plra (partiti che poi lo hanno eletto Presidente). 

L'iter parlamentare per la destituzione del presidente Lugo fu votata in tempi record dal Parlamento, con maggioranza di destra, sfruttando l'onda emotiva dei fatti di Curuguaty. Lugo fu accusato di essere il responsabile della strage perché non aveva saputo gestire la situazione, inoltre l’Instituto de Desarrollo Rural y de la Tierra (Indert) aveva già richiesto la sospensione dello sgombero poiché le terre di Marina Cue non appartenevano più a Riquelme ma allo stesso ente dal 2004. 
Sfortunatamente l’inter non aveva ratificato il passaggio di proprietà e questa lacuna ha permesso l'utilizzo delle forze di polizia per disperdere i manifestanti dalle terre di "proprietà" di Riquelme.


giovedì 19 giugno 2014

Paraguay: il genocidio Anché

La comunità indigena Anché con l'aiuto dell'ex giudice spagnolo Baltasar Garzon ha presentato una denuncia al giudice argentino Norberto Oyarbide per il genocidio subito durante la dittatura di Alfredo Stroessner tra il 1954 ed il 1989. 
Garzón che attualmente presiede il Centro Internacional para la Promoción de los Derechos Humanos (Cipdh) ha affermato durante la presentazione della denuncia che "circa il 60% del popolo Anché fu ucciso ed un numero notevole risulta desaparecido, inoltre vi sono stati numerosi casi (circa 200 quelli appurati ufficialmente) di bambini venduti per lavorare come domestici o adottati illegalmente". L'inizio delle uccisioni di indigeni appartenenti alla comunità Anché e della requisizione delle loro terre inizia nel 1968 quando il governo Stroessner insieme ad una parte della popolazione non indigena ha requisito la terra nella zona di Rata de monte. La popolazione non indigena organizzò, secondo numerose testimonianze, vere e proprie battute di caccia contro i membri della comunità come fossero animali. Le donne ed i bambini che non venivano uccisi erano venduti come servi.

Perché la comunità Anché ed il Cipdh si sono rivolti alla giustizia argentina? La spiegazione la da Carlos Ortellado, il cui padre fu ucciso 38 anni fa dall'esercito paraguayano, ed è emblematica; "lo Stato paraguayano non ha dato risposta alle denunce presentate e per questo motivo e grazie al principio della giurisdizione universale abbiamo presentato le nostre denunce in Argentina dove le indagini sul Plan Condor sono ben avviate [...] Il problema in Paraguay è che molte delle famiglie legate alla dittatura occupano ancora oggi posizioni chiave nello Stato".

martedì 13 maggio 2014

Paraguay: nasce la Comisión Asesora Permanente de Pueblos Indígenas

Il 24 aprile 2014 il Senato paraguayano ha approvato la creazione della Comisión Asesora Permanente de Pueblos Indígenas.
Il disegno di legge è stato presentato dal Frente Guasú e da altri partiti della sinistra e mira a difendere le popolazioni native dagli abusi derivanti dalle controversie sulle terre ancestrali.
Durante il dibattito in aula la senatrice Esperanza Martínez ha reso noto ed analizzato numerosi casi in cui famiglie o comunità indigene sono state vessate o non hanno visto rispettati i loro diritti di cittadini. Martínez ha sottolineato nel suo intervento i dati raccolti da uno studio condotto da alcune ONG, con il patrocinio della Nazioni Unite, in cui sono stati documentati oltre 112.000 casi di ingiustizie verso i popoli nativi. Inoltre ha ricordato come vi sia un articolo nella Costituzione del Paraguay per la difesa e la preservazione degli usi e costumi (organizzazione sociale, cultura, lingua ed anche i diritti sulle terre) delle popolazioni indigene che invece viene violato troppo spesso dai grandi latifondisti ed anche dai governi.

Sempre durante il dibattimento in Senato sono stati mostrati alcuni filmati con cui si documentava  l'allontanamento forzato da parte delle forze armate, polizia e "milizie" private dei latifondisti (con l'uso di armi, lacrimogeni e bastoni) del popolo Ava Guaraní per poter utilizzare le terre per la produzione della soia. 
Durante questo sgombero sono state allontanate violentemente dalle loro terre 150 famiglie oltre a distruggere (incendiando) le loro case, un ambulatorio medico e la scuola della comunità.

Questa commissione dovrebbe proteggere queste popolazioni non solo dagli abusi dei grandi proprietari terrieri o dalle multinazionali ma anche dalle forze di polizia e dai giudici corrotti che emettono sentenze più che dubbie per compiacere il potente di turno. Sentenze che sono state smascherate da commissioni internazionali che hanno prodotto ingenti ed inconfutabili prove con le quali il Paraguay è stato sanzionato varie volte dalle organizzazioni internazionali per le numerose violazioni dei diritti subite delle popolazioni indigene.

venerdì 7 marzo 2014

Paraguay: Cartes il presidente milionario

L'attuale presidente del Paraguay Horacio Cartes è un uomo d'affari che si è ritagliato un grande spazio nel mondo imprenditoriale del sud america in breve tempo.
E' ivenuto un potente "empresario tabacalero" controllando aziende come la Tabacalera del Este S.A. e la Tabacos del Paraguay, ha acquistato anche la squadra di calcio del Club Libertade, possiede alcune imprese agroganaderas (aziende alimentari e di abbigliamento) ed infine anche l'istiututo di credito Banco Amambay. 
Questa sua veloce ascesa pone molti interrogativi soprattutto sulla trasparenza dei suoi affari, per questo vi sono state alcune indagini che hanno evidenziato transazioni bancarie sospette in cui sono coinvolti alcuni personaggi di spicco nel mondo del narcotraffico.

Cartes secondo un inchiesta del quotidiano brasiliano O’Globo sarebbe a capo di una grande organizzazione dedita al riciclaggio dei narco-dollari del continente latinoamericano. 
Sembra che il presidente paraguayano sia stato avvistato più volte nell'area della Tripla Frontera (Argentina, Brasile e Paraguay) per prendere nuovi contatti e riciclare il denaro sporco tramite il Banco Amambay (l'istituto di credito è indagato dal 2009 dalla polizia antidroga degli USA). 
I rapporti tra Cartes e il narcotraffico sono stati resi noti dalla pubblicazione di alcuni documenti segreti da parte di Wikileaks il 5 gennaio 2010; in questi documenti si legge come Cartes sia indicato come "il capo dell’organizzazione che si occupa del lavaggio e del riciclaggio di denaro sporco alla Tripla Frontera"; inoltre nei documenti si sottolinea come le sue estancias siano ubicate in aree del paese dove storicamente vi è produzione e traffico di droga. 
Nel 2000 la Secretaría Nacional Antidrogas scoprì che nell’estancia Nueva Esperanza, di sua proprietà, era atterrato un aereo per uno scalo tecnico nel quale sono stati caricati una quantità imprecisata di cocaina ai circa 20 kq ed ai 350 kg di marijuana che aveva precedentemente imbarcato. Grazie a questa scoperta il dipartimento antidroga scoprì come Horacio Cartes intratteneva rapporti d'affari con Fadh Jamil, un esponente della mafia di Amambay.

Oggi Cartes guida il Paraguay che si trova in una fase molto incerta, sia dal punto di vista politico che dei diritti civili (il Paese è stato sospeso dal Mercosur e dal Unasur nel giugno 2012 a seguito del colpo di stato che destituì Lugo), ma per adesso sembra più concentrato sui propri affari che sui bisogni del popolo paraguaiano.

lunedì 24 febbraio 2014

Paraguay: aumentano le proteste sociali

Dopo pochi mesi dal suo insediamento, Horacio Cartes deve far fronte a nutrite manifestazioni convocate dai sindacati, partiti e movimenti sociali tutti riunito sotto il nome Coordinadora Democrática.

I primi a protestare sono stati gli insegnati che in 15.000 hanno chiesto la modifica della Ley de Jubilación (legge che regolamenta il loro sistema di pensionamento), poi sono stati i medici a scendere in piazza perché per cinque mesi (dal maggio al settembre 2013) non hanno ricevuto lo stipendio.
La Coordinadora Democrática con le proprie manifestazioni si oppone alle politiche di privatizzazione volute dal governo di Cartes come il Proyecto de Alianza Público-Privada (APP) con il quale viene autorizzato il presidente a svendere alle imprese private i servizi e le opere di proprietà pubblica. 
Altra legge che suscita indignazione e proteste è la Ley de Defensa Nacional, che permette allo stato di inviare l’esercito nella zona nord del paese per,ufficialmente, fronteggiare il gruppo guerrigliero dell’Ejército del Pueblo Paraguayo, ma che in realtà serve al governo per controllare le regioni del nord e fronteggiare prontamente le proteste popolari si queste si intensificassero. 

Le proteste di piazza per adesso sono cadute nel vuoto; anzi gli insegnanti per le loro manifestazioni e rivendicazioni sono stati "puniti" dal governo con multe che gli hanno ridotto il loro salario di settembre di circa il 50%.

Alle proteste dei lavoratori si sono sommate le richieste dei parlamentari del Frente Guasú (coalizione di centrosinistra del ex-presidente Fernando Lugo) che hanno ripetuto più volte durante le sedute del parlamento come "il presidente Cartes privilegi le relazioni economiche con le grandi imprese, sostienendo l’agrobusiness e non si interessi in nessunmodo ai diritti civili, sociali e sindacali dei propri concittadini".
Queste parole sottolineano come Horacio Cartes voglia dare continuità alla politica del presidente-golpista Federico Franco, che nel giugno 2012 destituì con un colpo di stato parlamentare il leggittimo presidente, Fernando Lugo, approfittando del frammentazione dell’Alianza por el Cambio e del massacro di Curuguaty. Il 15 giugno 2012 a Curuguaty furono uccisi e feriti numerosi contadini cdai terratenientes mentre cercavano di riprendersi le loro terre; secondo abili ricostruzioni giornalistiche e dell'allora opposizione fu la polizia a sparare sui manifestanti dopo un ordine,. seppur non diretto, del presidente Lugo, quest'ultimo fu ritenuto responsabile del massacro e grazie ad una procedura prevista dalla Costituzione paraguayana, ma mai applicata, fù deposto con una votazione parlamentare.

mercoledì 13 novembre 2013

Paraguay: la nascita della Coordinadora Democrática


Il senatore Luis Alberto Wagner del Partido Liberal del Paraguay ha affermato, durante un incontro con alcuni giornalisti, che il 90% dei sui colleghi lotta contro la privatizzazione delle società pubbliche ed il relativo licenziamento dei lavoratori.
La posizione del senatore è condivisa con ampi settori della popolazione (sindacati, movimenti sociali e comuni cittadini) e ne ha avuto riprova durante il viaggio in cui ha accompagnato il presidente del partito Miguel Abdon Saguier. 

Wagner durante il suo viaggio ha sottoscritto un documento con il quale viene data vita alla Coordinadora Democrática insieme ai Partiti della Sinistra del Paese, i sindacati, le organizzazioni sociali e le organizzazioni contadine.
La Coordinadora ha come obbiettivi la difesa della democrazia, i rifiuto della privatizzazione dei servizi pubblici, gli investimenti nei settori sociali per ridurre la povertà, aumentare il livello dell'assistenza sanitaria e dell'educazione scolastica inoltre è necessaria una più equa politica fiscale. 

Il senatore ha sottolineato come la legge de Alianza Publico-Privada voluta dal governo mette in pericolo il posto di lavoro di migliaia di lavoratori pubblici perché apre le porte alla gestione delle società di proprietà dello stato alle aziende private che vorranno sicuramente massimizzare i profitti.

Per questi obbiettivi e pericoli il PL insieme a tutti i membri della Coordinadora Democrática ha organizzato una manifestazione per protestare contro le politiche economiche e sociali del Governo e soprattutto contro la legge de Alianza Publico-Privada.
Il senatore Wagner ha concluso l'incontro con i media dicendo: "La politica economica che ispira e che vuole imporre il presidente Cartes si è già dimostrata fallimentare e distruttiva in molti altri paesi latino-americani ed è osteggiata dal popolo paraguayo".

giovedì 30 maggio 2013

Le elezioni i Paraguay


Horacio Cartes candidato del Partido Colorado alle elezioni presidenziali del 21 aprile 2013 è il nuovo presidente dell' Paraguay.
Cartes ha dichiarato varie volte che il modello di stato a cui si ispira è quello Statunitense; in una delle su ultime interviste per elettorali dichiarò: "Mi piacciono molto gli USA (è cresciuto negli Stati Uniti perché il padre ha lavorato molto con la compagnia Cessna) ho fatto tutto il mio percorso scolastico come i miei fratelli. Gli USA è un paese dove tutto funziona (...) è un paese che quando si commette un errore che si paga, tutto funziona, funziona la giustizia, è un paese che dopo le grandi crisi hanno capacità di recupero".
Con queste affermazioni Cartes oltre a rinforzare il rapporto storico tra Paraguay e Stati Uniti cerca di rompere l'isolamento politico derivato dalla sospensione ricevuta dal Unasur e dal Mercosur a causa del Golpe parlamentare che destituì il presidente Lugo. Si deve ricordare che lo storico rapporto tra i due paesi ha permesso al Paraguay di rimanere come membro attivo nel OAS (Unione Stati Americani) anche se ne era stato richiesto la sospensione sempre a causa della destituzione del Presidente Lugo.
Gli USA hanno difeso ed appoggiato nelle sedi Internazionali il Paraguay ma ha praticamente imposto al Governo la creazione di un ambiente favorevole per gli investimenti esteri e il mantenimento di una pressione fiscale bassa che favorisca le imprese internazionali.

Il Golpe subito da Lugo ha portato la sinistra paraguayana a frammentarsi ancora di più e quindi a non poter incidere nelle elezioni presidenziali; inoltre anche i movimenti sociali si sono indeboliti ed hanno perso lo slancia che aveva acquistato durante la campagna elettorale di Lugo nel 2008.
Con questo il Partido Colorado ha ripreso vigore riuscendo a rafforzare il proprio messaggio economico che che vede le politiche liberiste come unica strada percorribile.
Cartes sottolinea che l'espansione economica può arrivare solo proteggendo le grandi industrie del Paese ma anche quelle estere che investono in Paraguay quindi la sua "nuova" ricetta è il liberismo e con questo, nella sua campagna elettorale lo ha dichiarato più volte, punta a rafforzare e migliorare le esportazioni di soia (nel 2013 si calcola che il Paraguay ne esporterà più di più di 5 milioni di tonnellate di soia), così come l'esportazione di carne che nel 2013 sfonderà la cifra di 1.000 milioni di euro. 

La preoccupazione dei movimenti sociali e dei campesinos per queste "nuove" misure economiche è altissima perché temono che ogni forma di protesta possa, e quasi sicuramente lo sarà come è già accaduto in passato, essere criminalizzata per screditare i movimenti stessi che lottano per la terra e per l'approvazione della legge di riforma agraria (da oltre 4 anni ferma in parlamento per una serie di veti e contrasti tra le varie forze politiche).
Queste preoccupazioni si basano sulla storia del Partido Colorado che non ha mai tutelato i paraguaiani più poveri e nel suo passato golpista ha perseguitato, represso, imprigionato ed ucciso chi ha tentato di ribellarsi e cercato a cambiare il Paese.

Oggi il Paraguay non può prescindere dall'integrazione regionale che offre il Mercosur quindi il neo-presidente Cartes si dovrà attivare per far cancellare le sanzioni al suo Paese ma sarà interessante capire se il Paraguay vorrà puntare veramente sull'integrazione regionale accettando e provando ad attuare i cambiamenti strutturali di cui il Paese ha urgente bisogno nell'interesse di tutti i cittadini oppure agirà come "portavoce" degli Stati Uniti in seno al Mercosur puntando ancora una volta sulle corporazioni locali ed internazionali.

mercoledì 13 marzo 2013

Paraguay: morto Lino César Oviedo Silva


La mattina del 3 febbraio 2013 Lino César Oviedo Silva è morto in un'incidente che ha coinvolto il suo elicottero vicino a Puerto Antequera.
Oviedo ha ricoperto la carica di generale delle forze armate paraguaiane ed inoltre si è candidato candidato alla presidenza nelle elezioni del 2008.

La carriera "politica" di Oviedo iniziò nel 1989 quando prese parte alla rivolta militare, in cui si rese protagonista di violenze verso i suoi "nemici", che portò alla destituzione del dittatore Stroessner.
Nell'aprile 1996 Lino Oviedo, ricopriva la carica di Capo delle Forze Armate, fu arrestato per il tentativo di golpe ai danni del governo di Carlos Wasmosy in cui partecipò attivamente pianificandolo dal momento in cui il presidente Wasmosy annunciò il suo ritiro dalla politica alla fine del proprio mandato.

Condannato a 10 anni di carcere per i fatti del 1996 non scontò mai la sua pena perché fuggì in Argentina e poi in Brasile; ma cercò sempre di influenzare la vita politica del paese pianificando, nel 1999, quello che conosciamo come  il "Marzo Paraguayo" nel quale fu ucciso il vicepresidente Luis María Argaña ed alcuni suoi collaboratori (Argaña fu ucciso da un commando paramilitare che lo intercettò ed apri il fuoco verso l'auto su cui viaggiava) perché antagonista personale di Oviedo e del presidente Raúl Cubas.
Dopo l'uccisione di Luis María Argaña vi furono delle manifestazioni di protesta contro la polizia e lo stato che non si adoperava per assicurare alla giustizia i responsabili, in una di queste manifestazioni alcuni uomini di Oviedo uccisero dieci manifestanti nel "Masacre del Marzo Paraguayo"
Il 27 marzo Raúl Cubas Grau si dimise per le pressioni ricevute dai paraguaiani e dal proprio partito politico che designo Luis Ángel González Macchi, dirigente del Partido Colorado, nuovo presidente.

Seppur in esilio nel 2000 riuscì ad organizzare, grazie ad una parte dell'esercito a lui fedele, un nuovo tentativo di colpo di stato il 18 maggio ai danni del governo di González Macchi.

Contestualmente alle sue attività sovversive fu processato e condannato a lunghe pene detentive che non scontò perché in esilio ma nel luglio 2007 riuscì ad ottenere la libertà vigilata, per la condanna per il massacro del "Marzo Paraguayo", grazie ad un istanza legata al Habeas Corpus presentata ed accettata dalla Corte Suprema de Justicia paraguaiana.
La Corte Suprema a fine 2007 lo assolse anche dalle imputazioni derivanti dal colpo di stato del 1996.

Nel 2008, Lino Oviedo si candidò alla presidenza per il partito di estrema destra Unión Nacional de Ciudadanos Éticos (UNACE); ma fu sconfitto da Fernando Lugo che fu poi destituito nel giugno del 2012 da un golpe bianco orchestrato dall'oligarchia paraguaiana.

I 3 giorni di lutto nazionale indetti, dal presidente de facto Fanco, per rendere omaggio ad golpista Lino Oviedo fanno comprendere come il Paraguay si ripiombato in mano all'oligarchia di destra che lo ha governato per oltre 50 anni.

mercoledì 20 febbraio 2013

Paraguay: Campesinos manifestano


In Paraguay da fine ottobre 2012 si è acuito il conflitto tra i Campesinos ed il Governo del paese che aveva approvato, ma mai erogato, la richiesta di un sussidio di 250 dollari per ogni agricoltore (sono circa 14.000 gli agricoltori interessati) che avesse subito danni per la gravissima siccità che ha colpito il paese.
Il presidente Federico Franco nominato dal Congresso dopo la destituzione del Presidente Costituzionale, Fernando Lugo, ha violato la promessa fatta lo scorso 5 ottobre 2012 in cui si impegnava personalmente a consegnare rapidamente gli aiuti.

Questi fondi sono fondamentali per poter le sementi per i prossimi raccolti e se non saranno versati entro la fine del 1012 la produzione di cotone, che può dare una boccata di ossigeno ai campesinos, non potrà iniziare.

Per protestare, il 25 ottobre 2012, oltre 500 campesinos hanno bloccato la strada principale di accesso alla capitale generando pesanti disagi, circa 600 agricoltori hanno bloccato la Ruta 6 ad Itapúa ed oltre 1300 hanno bloccato la Ruta 1 nei pressi di Santa María nel Departamento de Misiones. 
Il Governo ha ricevuto durante le proteste il Presidente della Organización Campesina de Misiones, Jorge Talavera, il quale ha affermato che non vi sono state novità e quindi l'erogazione del sussidio non è avvenuta e non avverrà.

Le proteste sono continuate per oltre 50 giorni ed il 19 dicembre 2012 vi era ancora il blocco, anche se parziale al fine solo di rallentare il traffico, sulla Ruta 1così il governo ha deciso di inviare la polizia in assetto antisommosa che hanno sgomberato con la violenza i blocchi stradali dei campesinos.
L'intervento della polizia ha causato numerosi feriti, fonti del Organización Campesinaparlano di circa 40 manifestanti ferite e fortunatamente non gravi, ed ha portato alla riapertura della via di comunicazione ma il moviemento degli agricoltori è intenzionato a continuare con manifestazioni e blocchi stradali fino a quando il Minbistero dell'Agricoltura non manterrà la promessa fatta.

venerdì 1 febbraio 2013

Paraguay: Misión Milagro


La Misión Milagro è un progetto umanitario nato 8 luglio 2004 per il volere del governo Cubano e Venezuelano 
che ha l'obbiettivo di aiutare le popolazioni con basso reddito che soffrono di patologie oftalmologiche. Il progetto Misión Milagro è parte del piano di integrazione del Alianza Bolivariana para las Américas (ALBA) ed è già operativo in numerosi paesi come El Salvador, Guatemala, Ecuador, Colombia, Costa Rica, Venezuela, Bolivia, Argentina, República Dominicana.
Da quando è operativo il progetto ha effettuato circa 750.000 interventi chirurgici gratuiti che hanno permesso il recupero la guarigione di numerose patologie tra cui la cataratta, il glaucoma il pterigio e lo strabismo.

I membri cubani della “Misión Milagro” che operano in Paraguay (presso la provincia di Itapúa) sono riusciti a realizzare, da quando è iniziata la Misión nel paese, circa 18.500 interventi chirurgici e 179.000 visite tra oftalmologia, medicina generale e medicina interna a cittadini paraguayani per migliorare o restituire la vista.

Nel 2012 la squadra cubana, composta da quattro medici, cinque infermieri, tre farmacisti, tre tecnici di  laboratorio ed altri professionisti che si occupano dei problemi di logistica e trasporto, hanno operato 2.900 pazienti ed inoltre hanno dato assistenza e cure post operatorie a 6.400 persone. 

martedì 18 settembre 2012

Venezuela entra ufficialmente nel Mercosur


Il 2 luglio 2012 i paesi del Mercosur (Argentina, Brasile e Uruguay, non il Paraguay perché sospeso a causa del golpe che ha destituito il presidente Lugo) hanno ratificato l'ammissione del Venezuela al Mercato Comune dell’America del Sud.
La decisione dei presidenti di Argentina, Brasile e Uruguay durante la Cumbre di Mendoza è stata unanime perché il Venezuela ha tutte le caratteristiche richieste dai trattati del Mercosur e dalle varie legislazioni nazionali dei paesi membri.
Oggi che il Paraguay è sospeso, a causa del golpe che ha destituito il Presidente legittimamente eletto, Hugo Chavez incassa questa importante vittoria attesa per ben 6 anni; l'attesa iniziò nel 2006 qunado il Venezuela aveva già tutti i recuisiti necessari per divenire membro del Mercosur ma le votazioni del Parlamento paraguaiano non hanno mai trovato il numero legale per la firma del protocollo. 

L'ufficialità dell'ingresso del Venezuela come membro plenario del Mercosur è stata ufficializzata il 31 luglio durante la cerimonia formale di Rio de Janeiro in cui José Pepe Mujica, presidente Uruguaiano, ha dato il benvenuto alla Repubbica Bolivariana.

venerdì 31 agosto 2012

Paraguay: destituito il Presidente Lugo/2


Molti analisti politici concordano che le votazioni svolte nei due rami del parlamento paraguayano hanno portato praticamente ad un golpe bianco dove i militari non sono scesi per le vie ma sono stati gli esponenti politici ad orchestrare la caduta del Presidente Lugo.  

Anche Lugo ha definito, in un'intervista rilasciata a Telesur, la scelta del Congresso paraguayano come "un colpo di Stato 'express', perché hanno preso le decisioni tra la notte e la mattina [...] Le azioni dell’opposizione sono anticostituzionali perché non rispettano le leggi”. 
L'ex-presidente ha continuato rivolgendo un caloroso ringraziamento "alla grande resistenza del popolo del Paraguay che manifestando ha evidenziato l’interesse per la democrazia e lo Stato di diritto" ha poi aggiunto: "I leader dei partiti politici che rappresentano le classi privilegiate hanno voluto allontanarmi dalla presidenza del Paese perché si sono resi conto che la politica pubblica e sociale ha reso popolare il mio governo[...] Mi auguro che Federico Franco non possa reprimere cittadini pacifici che manifestano".

Oltre a queste considerazioni ed analisi politiche con i giorni che passano trapelano anche altre notizie ed indiscrezioni le quali vedrebbero, dietro la destituzione del Presidente, un opera attuata dell'opposizione politica figlia della dittatura.  
Questa teoria viene suffragata da un documento proveniente dall’ambasciata statunitense in Paraguay, datato 28 marzo 2009, in cui si afferma che alcuni politici dell’opposizione stessero preparando le mosse per l'impeachment nel caso in cui Lugo avesse commesso alcuni errori.
L'informativa dell'Ambasciata USA in cui si legge "Ci sono rumori persistenti secondo cui l’ex generale Lino Oviedo e l’ex presidente Duarte sono al lavoro per riprendere il potere politico per vie legali, fatto che causerebbe la caduta di Lugo."; Lino Oviedo è alla guida del partito Union Nacional de Colorados Eticos.

Oggi nel Paraguay vivono due anime ben distinte; una è rappresentata dal popolo il cui voto, nel 2008, ha provato ad estromettere dal potere la vecchia oligarchia del Partito Colorado legata alla lunghissima dittatura di Alfredo Stroessner Matiauda (1954 - 1989) e l'altra è formata proprio dai politici del Partito Colorado che oggi hanno compiuto un nuovo colpo di Stato.

venerdì 24 agosto 2012

Paraguay: destituito il Presidente Lugo


Il 23 giugno 2012 Fernando Lugo il Senato del Paraguay lo ha destituito dalla presidenza con l’accusa di "inettitudine e mancanza di decoro". La presidenza è stata affidata al ex-vicepresidente Federico Franco (Partito Liberale).

La destituzione nasce da una gestione poco oculata della protesta ed occupazione da parte di 150 contadini della fattoria dell’ex senatore Blad Riquelme (avversario politico di Lugo) che rivendicavano il loro diritto a lavorare la terra. I Campesinos che protestavano si sono scontrati con circa 300 agenti delle forze dell'ordine ed il bilancio dello scontro è di 6 poliziotti e 11 campesinos morti.
Ad accendere ancora di più gli animi dei partiti che osteggiavano Lugo sono arrivate anche le affermazioni, false, del ex senatore che sosteneva l'esistenza di gruppi di guerriglieri dell’Epp (Ejercito del Pueblo Paragauyo) tra le fila dei campesinos.

Alla notizia dell'esito della votazione del senato molti sostenitori del ex-presidente sono scesi in piazza per manifestare il loro appoggio a Lugo ed in alcune città, specialmente nella Piazza delle Armi di Assuncion, ci sono stati anche scontri con la polizia che fortunatamente non hanno provocato vittime.

Una volta ufficializzata la destituzione di Lugo il ministro per l’Adolescenza e l’Infanzia, Liz Torres, ha deciso di dimettersi ed ha dichiarato: "Tenendo conto che sono stata chiamata a far parte di un progetto per il Paese che tenesse in considerazione la giustizia e la tolleranza, e che ha sempre voluto radicare nella società i principi di giustizia sociale e democrazia, ritengo imprescindibile la mia rinuncia all’incarico". Insieme a Liz Torres ha deciso di dimettersi Esperanza Martinez, ministro della Salute Pubblica.

La reazione dei Paesi dell’Unasur (Unione delle Nazioni Sudamericane) dopo la votazione del Senato paraguayano è stata immediata ed hanno espresso la loro "energica condanna alla rottura dell’ordine democratico del Paraguay"; inoltre, si legge nel comunicato "le cancellerie aderenti all’Unasur riaffermano che è imprescindibile il rispetto delle clausole democratiche votate dal Mercosur, Unsasur e dal Celac. Le cancellerie considerano che le azioni in corso in Paraguay potrebbero essere comprese negli articoli 1, 5 e 6 del Protocollo Addizionale del Trattato Costitutivo dell’Unasur sull’impegno per la democrazia, fatto che potrebbe configurare una minaccia all’ordine democratico, omettendo il rispetto al giusto processo. I Governi dell’Unasur valuteranno quale sia la misura più appropriata per continuare la cooperazione nel quadro dell’integrazione sudamericana”.
Ma le reazioni dei paesi confinanti non non si sono fermate alla presa di posizione dell'Unasur così Ecuador,  Bolivia, Argentina e Brasile hanno deciso di non riconoscere il nuovo governo.

martedì 20 marzo 2012

Continua la deforestazione nel Chaco


La regione del Gran Chaco, che si estende tra Paraguay, Bolivia, Argentina e Brasile, è una delle regione del Sud America che ha il più alto tasso di deforestazione dell'intero continente, nel 2011 si calcolano che sono stati perduti 18mila ettari di foresta quasi totalmente nello stato del Paraguay.
La regione era abitata dalla popolazione indigena degli Ayoreo, un popolo nomade prevalentemente composto da cacciatori ed agricoltori, che furono quasi totalmente deportati tra la fine del 1958 ed il 1987. Oggi nella regione ancora coperta dalla foresta rimangono circa 2000 Ayoreo della trubù dei Totobiegosode che rifiutano in ogni modo con un contatto con il mondo esterno.
La popolazione dei Totobiegosode ha già denunciato più volte negli ultimi anni il disboscamento forzennato da parte della compagnia brasiliana Yaguarete Porá (vedi link). 

Il Paraguay è ancora sprovvisto di una legislazione che riesca a tutelare effettivamente le risorse ambientali (ricchissime di biodiversità), fondamentali per l'economia del paese e per la produzione alimentare, oggi invece è permesso l'acquisto di aree estese per poi convertirle, cioè disboscarle, per l’allevamento intensivo. 
Questa "conversione" portà ad un solo risultato che è quello di desertificare il paese ed aumentare i periodi di siccità che colpiscono la regione.

giovedì 1 settembre 2011

La denuncia degli indios Ayoreo-Totobiegosode


Il progetto, Global Compact, del ONU finanzia le imprese che basano le loro attività produttive su dieci principi cardine. I principi sono: il rispetto dei diritti umani delle popolazioni, dei lavoratori, dell'ambiente e lotta alla corruzione.
Il progetto mira allo sviluppo delle aree dove le società investono ma anche garantire a quest'ultime nuovi siti produttivi e l'ampliamento del loro mercato.

Alcune società che partecipano al progetto Global Compact sembrano non rispettare i principi base dettati del ONU; la denuncia arriva dagli indios Ayoreo-Totobiegosode (Paraguay) che denunciano numerose attività illecite ed il mancato rispetto dei diritti umani.
La compagnia in questione è la brasiliana Yaguarete Porá; si è macchiata di una serie di disboscamenti in zone dove vivono indios ancora non contattati ed ha mantenuto nascosto la scoperta al Governo pur di continuare la sua attività di disboscamento. Per questa suo comportamento fu solamente multata e poté riprendere il proprio lavoro. Alcuni mesi fa, grazie ai satelliti, sono stati scoperti nuovamente a distruggere la foresta e così multati un'altra volta.

Gli indios Ayoreo-Totobiegosode alla luce dei riprovevoli comportamenti (è riuscita a distruggere circa 4mila ettari di foresta) della compagnia brasiliana chiedono che sia bloccato il suo lavoro e che sia estromessa da qualsiasi progetto del ONU.
La risposta del ONU è stata singolare e disarmante ed è questa:"Global Compact non ha né le risorse né il mandato per condurre indagini su nessuno dei suoi partecipanti".
Probabilmente la posizione di chi dirige il progetto è dettata dalla forza sia economica che politica che le società riescono a mettere in campo.

Le regioni devastate dal disboscamento erano custodi di biodiversità ancora intatta ma erano anche abitate da gruppi indigeni incontattati che per sopravvivere sono stati costretti ad abbandonare le loro terre ed entrare ed entrare in contatto con la "civiltà".

Ancora oggi attendiamo un intervento che blocchi lo scempio in atto denunciato dal popolo Ayoreo-Totobiegosode.

sabato 28 maggio 2011

Epidemia di Dengue in Paraguy e Brasile

Il ministro della salute paraguaiana, Esperanza Martínez, in una conferenza stampa ha dichiarato che nel paese è alle prese con una delle più violente epidemie di dengue della sua storia.
L'epidemia fino ad oggi ha ucciso 33 persone ed è di gran lunga la peggiore se paragonata a quella del 2007 in cui ne morirono 17.

Gli sforzi del ministero della salute insieme ai comuni sono concentrati per prevenire i nuovi contagi mediante la bonifica delle aree in cui si riproduce e prolifera la zanzara aedes aegypti.
Il Paraguay deve far fronte, anche secondo il ministro Martínez, ai "problemi strutturali che momentaneamente non possono essere superati"; il ministro si riferisce alle poche risorse (economiche e tecniche) disponibili per bonificare le aree dove la zanzara si riproduce.
Oltre a fare i conti con le carenze strutturali il Paraguay deve anche far fronte alla mutazione del nuovo tipo di dengue; attualmente nel paese si è diffuso il Serotipo 2 che è riuscito ad infettare un numero altissimo di persone, se ne stimano circa ventitremila.

A premiare gli sforzi del governo vi sono i dati diffusi dai vari presidi ospedalieri che confermano il calo dei ricoveri con i sintomi tipici del dengue; inoltre il tempo atmosferico sta aiutando la bonifica del territorio con un fronte di aria fredda che rallenta ed in alcuni casi uccide le zanzare aedes aegypti che trasmettono la malattia.

Anche il Brasile è alle prese con l'epidemia di dengue, soprattutto nello stato di Bahia, che ha infettato circa 115.000 persone provocandone la morte di 40.
Comunque il ministero della salute brasiliano afferma che rispetto ai primi mesi del 2008 è stato registrato un calo del 28% di cittadini infettati rispetto allo stesso periodo del 2011.

martedì 7 settembre 2010

Il Mercosur costruisce il suo futuro

La riunione del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) svoltasi ad inizio agosto 2010 a San Juan (Argentina) ha risolto i problemi legati al doppio pagamento delle tasse doganali per le merci destinate ai paesi esteri ed anche la redistribuzione dei dazi doganali per le merci che transitano nei paesi del Mercosur.
Oltre alle questioni interne del mercato comune vi è stata anche la ratifica dell'accordo commerciale con l'Egitto; questo accordo apre le porte ai prodotti del Mercosur un mercato potenziale di circa 80 milioni di persone.
Inoltre la riunione di San Juan ha posto le basi per lo studio di nuovi accordi con altri Stati come Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Marocco, Qatar, e Oman.
I prodotti come grano, mais, olio, latticini e carni saranno i primi a beneficiare degli accordi bilaterali e vedranno abbattere i dazi doganali ed altre restrizioni.

Questo incontro pone le basi per il futuro sviluppo sia delle potenziali risorse produttive che commerciali dell'area; nei prossimi anni questi settori, secondo autorevoli studi, si penetreranno con sempre più forza nel mercato globale.
La forza produttrice, legata al costo della sua manodopera ed i relativi prezzi dei prodotti finali, fanno si che la competitività dei paesi del Mercosur spaventi l'Unione Europea, che inoltre non vede di buon occhio l'accordo con l'Egitto, dato che il settore agricolo del vecchio continente riesce a sopravvivere in gran parte grazie ai sussidi ed agli alti dazi doganali imposti sulle merci extra europee.

domenica 25 luglio 2010

Paraguay: Epp sempre più forte?

Ejercito del Pueblo Paraguayo continua ad attaccare le forze dell'ordine paraguaiane nonostante il governo del Presidente Lugo cerchi di contrastarlo cono ogni mezzo (link al post sullo stato ri emergenza).
Nell'ultimo attacco portato dal Epp, avvenuto a fine giugno 2010, sono stati uccisi nella provincia di Concepcion due agenti della Foper (Fuerza Operativa de Policia Especializada) mentre la loro squadra stava effettuando un pattugliamento in un'area boscosa. La pattuglia della Foper era intenta a scovare tracce dei gruppi insieme a cui i leader del Epp si muovono.

Lo scontro è avvenuto perché i militanti del Epp si sono visti quasi accerchiati dai militari, per cui hanno deciso di aprire il fuoco per cercare di fuggire senza essere arrestati. Alla fine dello scontro si sono contate due vittime tra la Foper e, secondo alcuni agenti di polizia, alcuni guerriglieri siano stati feriti anche se non è stato messo a segno nessun arresto. Dopo lo scontro a fuoco le forze dell'ordine hanno rinvenuto un accampamento del Epp in cui sono state rinvenute uniformi militari contraffatte, due radio sintonizzate sulla frequenza della polizia., fotografie di aree militari e computer portatili. All'interno dei Pc sarebbero state rinvenute annotazioni degli spostamenti e delle abitudini di un parlamentare del partito Liberal radical Autentico, Salym Buzarquis, e di un magistrato della Corte Suprema di Giustizia.

Dopo questo episodio il governo Lugo ha deciso l'invio di altri 200 agenti del Foper per cercare di limitare anche la possibilità che l'esercito ribelle possa iniziare una campagna di reclutamento nelle province più povere del paese diventando, così, un movimento molto più strutturato e pericoloso. A questo timore si aggiunge quello che Epp possa entrare in contatto con le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia); secondo alcune fonti sembra che alcuni incontri siano già avvenuti.