lunedì 6 dicembre 2010

Tensione per i confini tra Nicaragua e Costa Rica

Nel mese di novembre 2010 le operazioni per il dragaggio del fiume Rio San Juan da parte del Nicaragua per mettere in sicurezza il corso d'acqua ha provocato una crisi diplomatica.
Il Costa Rica accusa il Nicaragua di gettare detriti inquinanti sulle proprie coste ed inoltre di aver invaso il proprio territorio nazionale con l'installazione di un accampamento militare.

Il contenzioso, rimasto per circa due settimane al livello verbale, è sfociato nel movimento di truppe lungo fiume che è anche il confine tra i due paesi. Per fortuna lo scontro diplomatico è approdato al OEA (Organizzazione degli Stati Americani) dove è stata convocata una riunione straordinaria per cercare risolvere il problema.

Le accuse (violazione della sovranità nazionale) mosse dalla presidentessa del Costa Rica, Laura Chinchilla, sono state respinte dal governo di Daniel Ortega che ha affermato, durante la riunione del OEA, che le aree in cui i detriti sono stati scaricati e installato l'accampamento militare sono sul suolo del Nicaragua. Ortega ha spiegato che la presenza dell'esercito è legata ad un'operazione contro il traffico di stupefacenti ma è anche causato dalla numerosa presenza della polizia costaricense.
    
Questo scontro riporta in primo piano il conflitto tra i due stati sui confini. La frontiera tra Costa Rica e Nicaragua è di circa 320 km ma i punti di demarcazione sono solo venti ed in alcuni casi sono molto distanti li uni dagli altri. Per esempio tra il primo e il secondo punto ci sopno circa 140 km; questa distanza crea problemi per delineare con precisione il confine tra i due stati ed è proprio in questa area che si è riacceso il contenzioso.
Il l Trattato Cañas-Jerez, che delimita i confini tra i due paesi, e del 1858 ed è stato integrato da una Risoluzione della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia, che nel 2009, ha riconosciuto "l'esclusivo dominio del Nicaragua sul Río San Juan", la proibizione per il Costa Rica di navigare con persone gente armate e la sola possibilità di navigazione con fini commerciali, previo permesso emesso dalle autorità nicaraguensi.

Per cercare di risolvere la questione il segretario generale del OES, José Miguel Insulza, si è recato in Costa Rica, in Nicaragua e nell'area contesa. Durante il suo viaggio diplomatico ha raccolto informazioni importanti con cui iniziare la mediazione ed stabilire definitivamente il confine tra i due paesi.
Insulza dopo la sua visita si è dichiarato molto soddisfatto per le informazioni ricevute, "l'approccio che da entrambe le parti è stato estremamente costruttivo", la voglia di risolvere il conflitto "attraverso la via diplomatica" ed in tempi ragionevoli.

mercoledì 1 dicembre 2010

Il revisionismo cileno

Il governo cileno, il primo di destra dalla fine della dittatura di Pinochet nel 1990, ha proposto un legge per eliminare i finanziamenti governativi alle istituzioni che lavorano e si impegnano nella tutela dei diritti umani e nella memoria dei desaparecidos. La proposta di legge fa parte della finanziaria cilena, Ley de Presupuesto, e  minerebbe la sopravvivenza di tutte queste istituzioni e associazioni che lavorano quotidianamente per mantenere viva la memoria di tutte le persone messe a tacere da una delle più sanguinarie dittature del sud america.

Tra queste associazione vi è il Parco per la pace "Villa Grimaldi" e Londres 38. Il Parco della pace cura Villa Grimaldi uno de centri di detenzione clandestini in cui sono passati circa cinquemila oppositori, tra il 1973 ed il 1978,  del regime tra cui la ex-presidente Michelle Bachelet. A Villa Grimaldi furono uccise 20 persone e furono fatte scomparire duecentoventi prigionieri. Villa Grimaldi era un ristorante in cui i membri dell'Unidad popular (la coalizione dell'allora presidente Salvador Allende) si ritrovavano abitualmente e che fu requisito dalla polizia segreta di Pinochet, Dina, che la trasformò nel tristemente famoso Quartiere Terranova.
L'associazione Londrea 38  prende il nome dalla sede del Partito socialista cileno requisita dai militari golpista ed in cui fu creato un centro di detenzione in cui vennero torturate ed uccise circa cento persone.

In entrambi i casi le associazioni curano la conservazione delle strutture in cui hanno allestito due musei della memoria, organizzano visite guidate ed incontri con gli ex-detenuti.

Il governo che adesso propone questa legge,è quello che un noto intellettuale e premio Nobel defini come "sinceramente anti-dittatoriale" e che adesso sta iniziando una nuova ed odiosa fase di revisionismo, spinta da una parte della maggioranza guidata dal Udi (partito dell'ultradestra pinochettista), che cerca di cancellare il passato doloroso di un paese.

venerdì 26 novembre 2010

Le cavie Guatemalteche

In Guatemala e negli Stati uniti da alcuni anni circolavano indiscrezioni su esperimenti scientifici condotti su circa 700 guatemaltechi da parte di un gruppo di medici statunitensi tra il 1946 e il 1948 . Queste indiscrezioni sono sempre state dichiarate dal governo USA come infondate fino all'inizio dell'ottobre 2010 quando il governo degli Stati Uniti hanno ammesso il proprio coinvolgimento.
I guatemaltechi prescelti per i test( erano soldati, prostitute, contadini e malati psichici) erano ignari di essere diventati cavie per testare la validità della penicillina nelle malattie a trasmissione sessuale. Il dottor John Cutler, ricercatore del dipartimento di Salute Usa, decise di infettare circa settecento persone con sifilide e gonorrea per poi monitorarne il decorso clinico. 

La scoperta degli esperimenti del dipartimento di Salute Usa è stata fatta da Susan Reverby, una ricercatrice del Wellesley College del Massachusetts. Dalle ricerche effettuate recentemente si conosce il destino di solo 71 persone, infettate dall'equipe del dottor John Cutler, che sarebbero morte durante la sperimentazione, mentre per le altre seicentotrenta persone non se ne conosce la sorte. 

Il governo Colom ha proposto la creazione di una Commissione di esperti per valutare la possibilità di richiedere un risarcimento per le vittime ed i familiari, ignari, di questi test. La Procuraduría de los Derechos Humanos ha chiesto ai sopravvissuti o ai discendenti delle vittime dei test statunitensi di presentarsi nei propri uffici per iniziare ad istruire le cause per le quali forniranno assistenza legale.
L'avvocato guatemalteco Amílcar Pop ha dichiarato in una intervista che "questi comportamenti devono essere condannati e indagati in un regolare processo. E' necessario ripudiare l'accaduto e condannare questo tipo di attività. L'umanità si è evoluta e questa azioni non devono essere più tollerati da nessun punto di vista. Quanto fatto dagli Stati Uniti rientra nei delitti di lesa umanità". 

L'ex ministro degli esteri, Gabriel Orellana, ha sollevato un forte interrogativo in una sua dichiarazione nella quale sottolinea che ciò che è accaduto è un abuso ingiustificabile ma "se il governo (tra il 1945 ed il 1951 il presidente era il filo-statunitense Juan José Arévalo Bermejo) vistò l'esperimento, con quale legittimità chiediamo un risarcimento?". 

Adesso il popolo guatemalteco attende di conoscere i responsabili e se il proprio governo avallò gli sperimenti.

domenica 21 novembre 2010

Il Bolimar

Il 19 ottobre il presidente boliviano Evo Morales ed il presidente peruviano Alan Garcia hanno firmato uno storico accordo, il "Bolimar", che permette alla Bolivia di utilizzare il porto di Ilo che si trova nel sud del Perù.
La Bolivia perse il suo sbocco sul mare alla fine della "Guerra del Pacifico" (1879-1884) dove si dettero battaglia la Bolivia, il Cile ed il Perù.

Le prime trattative (vedi anche link Un porto per La Paz) per recuperare uno sbocco sull'oceano pacifico risalgono al 1992 quando la Bolivia ed il Perù sottoscrissero alcuni accordi per permettere alla prima avere uno sbocco sul mare; questi accordi non furono mai messi in atto a causa delle instabili relazioni diplomatiche.
L'accordo firmato consente l'uso del porto a La Paz per i prossimi 99 anni per scopi commerciali, inoltre prevede facilitazioni di carattere economico e doganale per raggiungere il porto e la Bolivia potrà utilizzare anche una parte della costa nell'area di Ilo per scopi turistici e sportivi. 
Le esportazioni e le importazioni boliviane che transiteranno da Ilo avranno costi molto inferiori rispetto al passato; l'uso dell'area portuale attrarrà nuovi investimenti sia da parte del Perù che da parte della Bolivia per migliorare le infrastrutture e le attività commerciali dell'area.

Oltre all'accordo "Bolimar" è stato siglato anche il Protocolo Complementario y Ampliaorio de Cooperacion che pone fine a tutti gli attriti che si sono venuti a creare negli ultimi decenni ed apre le porte ad una serie di accordi bilaterali che potranno dare un forte impulso all'economia dei due Paesi, alla cooperazione nella politica internazionale, alle politiche sociali e nella difesa delle popolazioni indigene che vivono in Bolivia e Perù.
Il Protocollo prevede che i due paesi possano utilizzare, in modo sostenibile, le acque dei fiumi (comprese quelle del Lago Titicaca) che si trovano in Perù e Bolivia per aiutare lo sviluppo delle popolazioni rurali.
Con l'intesa firmata da Morales e Garcia entro il primo trimestre del 2011 i due governi dovranno studiare come poter sviluppare un mercato comune che permetta una più forte integrazione economica e sociale.

Il presidente Morales dopo la firma degli accordi è apparso molto soddisfatto ed ha dichiarato: "L'accordo con la Bolivia sullo sbocco verso il mare è giunto grazie alla volontà ferrea del governo di Lima e del popolo peruviano", ed il presidente peruviano Garcia ha aggiunto: "Questo accordo pone fine e anni di discussioni. Con la firma mettiamo in evidenza la feconda amicizia fra i nostri popoli. Adesso per i nostri Paesi".