sabato 15 gennaio 2011

Il popolo Mapuche e le mosse di Piñera

Con la conclusione dello sciopero della fame degli ultimi dieci Mapuche, incarcerati nel carcere di Angol, si apre una nuova fase nel conflitto tra popolo Mapuche e Cile.
Il primo passo è la riforma della Ley Antiterrorista, successivamente il popolo Mapuche addende di aver "riconosciuti i propri diritti all'uguaglianza e alla pari dignità" e successivamente il governo centrale dovrà dar vita al Plan Araucanía (che prevede uno stanziamento di circa quattromila milioni di dollari per migliorare le condizioni di vita degli abitanti della regione, a 700km a sud di Santiago del Cile, in cui scarseggiano acqua e infrastrutture).

Con la revisione della Ley Antiterrorista, istituita dalla giunta militare di Pinochet, saranno riformulate le accuse in base alla legge ordinaria verso i 35 Mapuche (incarcerati per aver appiccato il fuoco a una proprietà terriera e ad alcuni macchinari agricoli) perché a causa della legge creata di Pinochet rischiavano fino a cento anni di carcere.

Il governo ha creato una commissioni interministeriale per attuare un progetto di riforma della Corporación Nacional de Desarrollo Indígena (Conadi) e la creazione dell'Agenzia di sviluppo indigeno.
Secondo l'analisi dei rappresentanti del popolo Mapuche questi cambiamenti serviranno solo e soltanto per ridimensionare ogni diritto dei popoli originari. Con queste riforme verranno gli accordi del Convegno 169 (dell'Organizzazione internazionale del lavoro) ratificato dal Cile nel settembre 2008. 
Il governo tenta di ribadire che la nazione cilena è "una, indivisibile e multiculturale [...] ogni comunità deve conservare, rafforzare e sviluppare la propria identità, cultura, lingua, istituzioni e tradizione e partecipare nella vita economica, sociale, politica e culturale del paese nella forma che stabilisce l'ordinamento nazionale". Così facendo il popolo Mapuche e gli altri popoli indigeni perderebbero lo status di soggetto giuridico e quindi ogni diritto collegato allo status andando così ad interessare le terre e le acque ancestrali.
Con questa mossa politica il governo Piñera riconosce i diritti dei singoli cittadini, siano essi indio oppure no, ma spoglia di ogni diritto "i popoli indigeni potranno organizzare la loro vita in accordo ai loro costumi, sempre che questi non contravvengano la Constitución e le leggi" che non potranno più amministrare secondo la propria legge ancestrale i propri territori. 

Se ciò che, per adesso, è stato solamente abbozzato dal governo Piñera si avverasse allora il conflitto tra popolo Mapuche e governo cileno si riacuirebbe sicuramente.

lunedì 10 gennaio 2011

Brasile: arrestato Cesar Alejandro Enciso

In Brasile a metà dicembre 2010 e precisamente a Rio de Janeiro è stato arrestato, per crimini contro l'umanità tra il 1976 ed il 1983, il cittadino argentino Cesar Alejandro Enciso con l'accusa di aver sequestrato, torturato ed ucciso alcuni cittadini italiani.
Enciso è il genero del generale Otto Paladino che dirigeva, durante la dittatura, il centro di detenzione clandestina Automotores Orletti. 

Cesar Alejandro Enciso era riuscito a far perdere le proprie tracce alla giustizia Argentina ed Italiana, da quest'ultima è arrivato l'ordine di cattura internazionale attuato dalla polizia brasiliana, grazie alle sue numerose false identità. 
Con l'ultima falsa identità, Horacio Andres Rios Pino, si era costruito un passato, ironia del caso, da oppositore del regime militare argentino. Viveva in Brasile da oltre venti anni facendo il fotografo.

Adesso si attendono le mosse della giustizia italiana che molto probabilmente ne chiederà l'estradizione.

giovedì 6 gennaio 2011

Condannati i responsabili del massacro di Margarita

Il tribunale di Resistencia, capitale del Chaco in Argentina, ha condannato dieci poliziotti e due militari per il massacro di Margarita avvenuto il 13 dicembre 1976 dove furono uccise ventidue prigionieri politici.

L'eccidio per molti anni è stato mascherato dai responsabili e dalle alte sfere dell'esercito, che hanno supportato la dittatura, come un violento scontro a fuoco tra i prigionieri. Tra i mandanti sospettati  della strage ci sarebbe l'ex capo dell'esercito, Ricardo Brinzoni rimosso nel 2003 dal presidente Néstor Kirchner insieme ad altri 27 generali, che nel 1976 ricopriva un alto incarico nel governo militare del Chaco.

Il giudice ha condannato oltre che per il massacro di Margarita anche per le violazioni dei diritti umani avvenuti tra il 1976 ed il 1983 gli otto poliziotti e due militari ad una pena di 25 anni di reclusione mentre gli altri due poliziotti a 15 anni.

sabato 1 gennaio 2011

Fumigazioni nell’amazzonia colombiana

Le micidiali fumigazioni con il glifosfato (Fumigazioni in ParaguayLe fumigazioni di glifosfato in Colombia ) nell'amazzonia colombiana continuano incessanetemente e senza distinguere se ciò che viene inondato con il dannosissimo pesticida sia una piantagione di coca oppure un'altra coltivazione.
A fine novembre 2010 a Remolino del Caguan è stata devastata una piantagione di cacao di un'agricoltore del Comitato di produttori di cacao di Remolino del Caguan e Suncillas.

Le fumigazioni sono un vero e proprio flagello per gli agricoltori che coltivano il cacao e che non hanno altra forma di sostentamento; ma questo tipo di lotta, intrapresa dal governo di Bogotà contro il narcotraffico, non distingue chi coltiva effettivamente la pianta di coca dagli altri coltivatori. 
Dopo il passaggio degli aerei che spargono il glifosfato indiscriminatamnete sulle colture alcuni agricoltori hanno notato come le piante di coca siano le uniche a resistere al potente diserbate mentre tutte le altre vengono "bruciate" istantaneamente.

Gli agricoltori che adesso coltivano il cacao e sono colpiti dal glifosfato fanno parte del programma "No alla coca, sì al cacao" ideato da padre Giacinto Franzoi, storico missionario di Remolino. Remolino prima dell'avvento del progetto "No alla coca, sì al cacao" era un piccola la Las Vegas del narcotraffico in amazzonia con numerosissimi bar, bische, discoteche, bordelli, ristoranti di lusso che vivevano grazie al commercio della pasta di coca in vendita ogni domenica al mercato cittadino su numerosissime bancarelle. Questo mercato attirava migliaia di compratori e con loro arrivavano moltissimi dollari.
Oggi Remolino è una città povera che non ha saputo utilizzare il denaro arrivato, grazie alla pasta di coca, per riconvertire anche parte delle colture o acqustare del bestiame per garantirsi un futuro migliore. In questa situazione di estrema povertà padre Giacinto Franzoi continuava ad affermare che "con la pasta di coca non ci mangiate più e vi porta dritti in carcere, dobbiamo pensare a un'alternativa legale e sostenibile", oggi numerosi agricoltori hanno imboccato questa una nuova strada.

Sfortunatamente la presenza delle coltivazioni illecite ed il relativo ingaggio da parte del governo dei contractors che sorvolano e fumigano le coltivazioni senza distinzione, tra lecite ed illecite, oltre ad uccidere le piantagioni e inquinano l'ambiente (con gravi danni anche per la salute di uomini e animali) ma soprattutto minano pesantemente la vita sostenibile e legale che gli agricoltori faticosamente sono riusciti a costruirsi.