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giovedì 19 dicembre 2013

Nicaragua: aumenta l'accesso all'acqua potabile ed all'elettricità

Durante una trasmissione radiogonica di Radio La Primerísima le società Enacal (Impresa nicaraguense degli acquedotti e fognature) e Enatrel (Impresa nazionale di trasmissione dell'energia elettrica) hanno reso noto alcuni importanti miglioramenti nella copertura nazionale che oggi supera l'85% della popolazione.

In Nicaragua l'85,9% della popolazione ha accesso all'acqua potabile con un incremento del 15% circa rispetto al 2006. Il servizio è da migliorare perché vi sono circa 70.000 famiglie che possono utilizzare l'acqua per sei ore al giorno, 90.000 famiglie la possono utilizzare tra le sette e le undici ore mentre le restanti 440.000 famiglie hanno il servizio erogato 24 ore su 24.

I dati sulle reti fognarie diffusi da Enatrel sottolineano come dal 2006 ad oggi la percentuale di cittadini serviti da fognature sia salita dal 36% al 40%, inoltre è stato costruito e innaugurato un nuovo impianto di trattamento delle acque reflue che confluiscono nel Lago Xolotlán.
L'Impresa Enatrel per migliorare il servizio per le famiglie che hanno accesso in modo limitato e per raggiungere il resto della popolazione, che per adesso non sono raggiunte dall'acqua potabile e dalle fogne, ha pianificato numerosi interventi per i prossimi mesi ed anni stimando di estendere l'erogazione di acqua potabile al 93% della popolazione ed il 47% per quanto riguarda le fognature nel 2017.
I prossimi interventi interessaranno i municipi di Bilwi, Bluefields, EI Rama, Nueva Guinea, Acoyapa, Santo Tomás, Jalapa, Rivas, Masaya, La Esperanza, Chinandega, Mozonte, Susucayán, Chichigalpa, San Carlos, Cárdenas, Nandaime, Camoapa, Condega, La Trinidad e Malpaisillo.

Per quanto riguarda l'erogazione dell'energia elettrica tra 2007 ed il 2012 la copertura vi è stato un aumento della copertura del 20% arrivando raggiungere il 74% della popolazione ed Enatrel confida di riuscire a collegare l'87% della popolazione entro la fine del 2016. 
Gli investimenti sono quantificati in circa 570 milioni di dollari che svilupperanno la rete di distribuzione la costruzione di 8 piccole centrali idroelettriche e l'installazione di circa 800 pannelli solari che serviranno per dare energia ad alcune comunità non facilmente raggiungibili da rete di distribuzione.  

giovedì 14 giugno 2012

Brasile: Belo Monte si farà?


Il governo brasiliano guidato da Dilma Rousseff sembra che alla fine di gennaio 2012 abbia deciso di non dare ascolto alle numerosissime ed accorate proteste contro la costruzione della diga di Belo Monte che sorgerà sul fiume Xingu.
Sembra che il Governo abbia ribaltato la decisione del giudice Carlos Eduardo Martins che nell'ottobre 2011 aveva bloccato i lavori perché la costruzione delle dighe avrebbe  danneggiato la popolazione

Belo Monte, se si costruirà, alla fine della sua costruzione sarà al terza diga più grande al mondo costringerà ad abbandonare le proprie terre a circa 25.000 abitanti dello stato brasiliano del Parà tra le quali molte tribù indigene ed alcune non ancora contattate (Kayapò e Paquicamba) che rischieranno l’estinzione.

Il Brasile sembra abbia scelto di inondare circa il 5% dell'intera foresta amazzonica per riuscire a soddisfare il fabbisogno energetico del paese, che secondo alcuni studi, nel 2021 sarà di  736000 gigawattora.
La centrale avrà una potenza di 11500 megawatt di potenza massima; ma in estate potrà erogare solo il 40% del suo potenziale a causa del flusso idrico che in quessta stagione passa da ventimila metri cubi al secondo, del periodo delle piogge, a circa mille. Per questo motivo sarà necessario costruire altri invasi più a monte che riescano a regolare il flusso delle acque e così il costo ambientale sarà ancora più alto.

venerdì 8 giugno 2012

Cile: HidroAysén si farà


Il folle progetto che prevede la costruzione di cinque dighe sui fiumi Pascua e Baker nella Patagonia del sud cilena (HidroAysén) ha avuto l'approvazione della Corte Suprema del Cile che ha respinto il ricorso presentato da numerose associazioni ecologiste che hanno dimostrato con approfonditi studi scientifici come la costruzione di questi cinque enormi invasi distruggeranno l’ecosistema regionale composto da ghiacciai, montagne e laghi. 
Il progetto HidroAysén sarà costruito dalla spagnola Endesa, controllata dal Enel, e dalla cilena Colbún festeggiano la vittoria mentre il Parco nazionale della Laguna de San Rafael sarà distrutto ed altri danni ambientali lacereranno per oltre duemila chilometri a causa l'impianto dei tralicci che dovranno trasportare dell'energia fino ai distretti industriali del nord del Cile.

Dopo il via libera della Corte Suprema al progetto HidroAysén per divenire operativo manca soltanto l'approvazione del Governo cileno, puramente formale, dato che tutto il parlamento da destra a sinistra ritiene il progetto di vitale importanza per il paese.

Lo Stato cileno ha tenuto conto solo della necessità di reperire nuova energia elettrica per far fronte alle crescente domanda delle industrie del Paese, che cresce ad un tasso del 4% l'anno, invece di ascoltare il 74% della popolazione che si è dichiarata contraria al progetto HidroAysén. 
L'ultima possibilità per bloccare la costruzione delle cinque dighe è nel ricorso depositato dal Consejo de defensa de la Patagonia Chilena contro il giudizio Corte Suprema del Cile che sarebbe stato viziato dagli interessi da un magistrato, Pedro Pierry, azionista di Endesa.


lunedì 18 luglio 2011

Bolivia: Mi Agua

In Bolivia è stato approvato e sta per aver il suo ufficiale inizio il progetto "Mi agua".
Il progetto interesserà l'intera nazione e garantirà l'acqua potabile a tutti; per riuscire a portare l'acqua a tutti i boliviani lo stato ha previsto un investimento che oscilla tra i 100 ed i 300 milioni di dollari per gli interventi in più di 300 municipalità.Il presidente Evo Morales ha presentato il piano Mi Agua a Chuquisaca davanti a migliaia di persone accorse ad ascoltare la presentazione dei circa ottanta progetti già approvati che avranno lo scopo di fornire l'acqua a tutte le comunità della zona che ancora non la hanno.

Mi Aqua permetterà la costruzione di nuovi acquedotti ma anche di una serie di condutture per l'irrigazione delle zone agricole. Il progetto è stato creato solo per le municipalità più piccole ed isolate del paese e non le grandi città, per le esigenze di queste ultime sarà creato un altro progetto nel prossimo futuro.

Il Presidente Morales si è speso molto per questo progetto e lo ritiene fondamentale per lo sviluppo del Paese dato che permette di migliorare le condizioni di vita della popolazione e non solo."Mi Agua" è anche l'opportunità di migliorare i servizi che già adesso hanno i cittadini; per  esempio con i fondi del progetto si potranno costruire micro-centrali idroelettriche, costruire pozzi per l'approvvigionamento dell'acqua, creare aree di stoccaggio e un rete di distribuzione più capillare.

giovedì 14 ottobre 2010

Perù: Majes Siguas II

In Perù il governo Garcia ha dato il via libera per l'ampliamento del progetto, il Majes Siguas II dal costo totale di 420 milioni di dollari, che farà erigere una nuova diga ad Angostura (con la capacità di oltre 1.200.000 metri cubi), un tunnel lungo 18 chilometri che correrà sotto le Ande, altre strutture sul rio Siguas, altre dighe più piccole che serviranno per irrigare e rendere coltivabili circa 39.000 ettari.

L'acqua che verrà incanalata nel lungo tunnel che parte da Angostura per terminare nelle pampas di Majes e Siguas verrà usata per creare anche energia elettrica nelle centrali di Lluta e Lluclla, svilupperanno circa 600 MegaWatt, sfruttando la differenza di altitudine.

Il progetto del governo è criticato aspramente dalla popolazione della ragione di Cusco; gli studi sull'impatto ambientale dell'opera dimostra come la foce del fiume Apurimac sarà sconvolta dalla minor portata di acqua, si calcolano circa tredici milioni di metri cubi in un anno. Alla luce di questi studi la Corte di Wanchang ha avviato delle indagini rilevando anche una violazione dei diritti costituzionali degli abitanti della regione, per cui ha ordinato la sospensione del progetto.

Il governo non ha osservato la sentenza della Corte di Wanchang ed ha ordinato di continuare i lavori, per questo motivo la popolazione ha iniziato le proteste.
Le manifestazioni si susseguono, gli abitanti di Espinar hanno prima minacciato e poi tentato di occupare la centrale idroelettrica di Pañ, si è formato il Frente de Defensa del Cono Norte de Arequipa che sta portando in strada ogni giorno più di tremila persone. Il governo per cercare di bloccare le manifestazioni di dissenso ha addirittura militarizzato la zona e dichiarato lo stato di emergenza.

La protesta dei cittadini di Cusco e di Espinar ha bloccato da giorni le due provincie ed il Governo ha deciso di interrompere le manifestazioni facendo intervenire l'esercito e la polizia. Le cariche delle forze dell'ordine hanno lasciato sul campo due morti, diciassette feriti gravi ed un centinaio di contusi. I due manifestanti uccisi dalla polizia sono stati colpiti dalle pallottole in pieno petto.

Il presidente Alan Garcia sta continuando a svendere le ricchezze del paese il gas, le ricchezze minerarie ed infine l'acqua che in questo caso non servirà per irrigare ma per produrre energia elettrica che verrà venduta all'estero lasciando in eredità alle popolazioni solo un enorme disastro ambientale.

martedì 5 ottobre 2010

Approvato lo scempio di Belo Monte

La costruzione della centrale idroelettrica di Belo Monte ormai è alla porte dato che il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, ha apposto a metà settembre 2010 la propria firma sul contratto tra Brasile, il consorzio (Norte Energia Consortium) e l'impresa statale Sao Francisco per la realizzazione del progetto; inoltre Lula ha emanato anche un decreto di espulsione per le persone che abitano nelle zone interessate dal nuovo bacino artificiale.

Gli ambientalisti che si oppongo al progetto hanno chiesto a quaranta specialisti di effettuare uno studio sull'impatto ambientale e di studiare quello che il consorzio (Norte Energia Consortium e Sao Francisco) depositarono presso il ministeri dell'Ambiente e dell'Industria brasiliani. La loro risposta è stata prevedibile quanto sconcertante, lo studio di impatto ambientale depositato è stato palesemente scritto ad hoc per ricevere l'approvazione dai ministeri interessati.
I quaranta specialisti affermano che il progetto Belo Monte devasterà una vastissima area amazzonica nella provincia del Parà grazie agli oltri seimila metri di nuove dighe; queste costringeranno oltre cinquantamila persone a cercare una nuova casa e, probabilmente, il ridotto flusso idrico del fiume Xingú porterà all'estinzione di specie sia animali che vegetali cambiandone profondamente l'ecosistema.

Lo scontro tra il governo ed  ambientalisti è stato ed è ancora in corso e quest'ultimi non si arrenderanno facilmente e non accettano che uno scempio ambientale di queste proporzioni possa essere barattato con la promessa di un nuovo progresso ed ottocento milioni di dollari promessi dal Consorzio come indennizzo. 
Uno dei portavoce dei venticinque popoli indio che saranno costretti ad abbandonare le loro terre ancestrali ha ricordato che anche Lula prima di essere eletto presidente criticò aspramente il progetto, nato circa venti anni or sono, e non si spiega come posso oggi affermare il contrario pronunciando le seguenti parole: "Mi sono informato meglio. Non potete immaginare quante volte ho parlato contro Belo Monte senza saperne niente in realtà. Questa è una vittoria per il settore energetico brasiliano. Convinceremo le popolazioni ed gli ambientalisti che abbiamo seriamente preso in considerazione la questione ambientale e quella sociale".
Il portavoce dei popoli indio ha concluso affermando: “Il governo ha firmato una condanna a morte per il fiume Xingu e un decreto di espulsione per migliaia di cittadini".

Adesso che il contratto tra lo stato brasiliano ed il consorzio che costruirà le dighe di Belo Monte ed il decreto di espulsione sono stati firmati gli attivisti ed i popoli indio non hanno molte speranze per far cambiare idea al governo del Brasile e bloccare lo scempio sul fiume Xingu. 
Una piccolo gesto è comunque possibile sottoscrivendo una petizione, promossa dal regista James Cameron, contro il progetto al seguente link.

domenica 25 ottobre 2009

L'acqua: un diritto inalienabile

Il governo ecuadoriano ha presentato un disegno di legge che mette in pratica l'articolo 12 della nuova Costituzione che afferma: "Il diritto umano all’acqua è fondamentale ed irrinunciabile. L’acqua costituisce un patrimonio nazionale strategico di uso pubblico inalienabile ed essenziale per la vita".
La proposta di legge che il Governo ha presentato alla Presidenza della Repubblica pone l'accento sul principio che "l'acqua è una risorsa e come tale è patrimonio nazionale e strategicamente ad uso pubblico" per cui le concessioni verranno erogate solo e soltanto per soddisfare i bisogni della popolazione.
Altro punto importante della proposta è quello che vieta con ogni modalità la gestione privata sia diretta che indiretta dell'acqua e se ne vieta anche lo sfruttamento economico. Con questo indirizzo si stabilisce che solo delle società pubbliche, comunità agricole, organizzazioni comunali, possano erogare il servizio avendo come obbiettivo quello di soddisfare le necessità dell'intera comunità.
Il disegno di legge, che dovrà essere approvato entro la metà di ottobre del 2009, si compone di 197 articoli in cui si specifica anche che le cariche dirigenziali delle società che gestiranno il servizio pubblico saranno elette democraticamente e non potranno superare i 3 mandati.