lunedì 9 agosto 2010

Governo peruviano Vs. Indio

Il parlamento peruviano ha approvato una legge che permette alle comunità indio di avere maggiori poteri a scapito delle esplorazioni del sottosuolo e della costruzione di faraoniche infrastrutture nell'Amazzonia che distruggerebbero gli ecosistemi dove dimorano tutt'oggi.
Questa legge già approvata dal parlamento attendeva solo la firma del presidente Alan Garcia; però il presidente ha deciso di non firmarla perché le comunità indigene, sempre secondo Garcia, le comunità indigene avrebbero il pieno controllo dello "sviluppo economico" del paese che invece, sempre secondo il presidente, dovrebbe essere gestita dallo stato.

Questa differente visione tra l'esecutivo ed il congresso sta portando ad uno stallo politico. Garcia ha inviato un documento ai parlamentari contenente tutte le sue perplessità e le sue osservazioni; secondo alcune indiscrezioni il documento demolisce la decisione di ampliare i poteri delle comunità.

Il congresso e le comunità indio affermano che il non firmare questa legge possa portare alla distruzione delle tradizioni ancestrali della cultura indio oltre al fatto che "Il governo non capisce e non rispetta il diritto delle comunità indigene".

Con queste premesse la mobilitazione indigena non tarderà ad organizzarsi per opporsi alla scelta del governo, per non essere più emarginati nella vita sociale del paese, per ricordare che lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali negli ultimi decenni ha portato alla distruzione di ampie aree del Perù e mai benefici per le comunità indio.
Oggi le comunità indio reclamano il diritto, che dovrebbero già avere, di partecipare alle decisioni importanti delle regioni in cui vivono da tempo immemore.

mercoledì 4 agosto 2010

L’amico di Pinochet: Miguel Otero

Miguel Otero, ex-ambasciatore cileno a Buenos Aires, nella sua prima intervista da ambasciatore ha affermato: “La maggior parte dei cileni non ha sofferto la dittatura. Al contrario, si è sentita sollevata”. Inoltre nella sua intervista al quotidiano Clarin ha Nella Otero ha ribadito il concetto che senza il colpo di stato e la conseguente dittatura militare (1973-1990), che lui chiama “Pronunciamento militare”, il Cile sarebbe divenuto una seconda Cuba.
Nella sua intervista si legge che la dittatura militare di Pinochet ha raccolto un “paese mendicante” e lo ha fatto diventare un paese dignitoso, moderno ed evoluto economicamente; tutte queste conquiste sono tangibili anche oggi.

In un passaggio dell'intervista il giornalista afferma che in Cile la dittatura militare è stata particolarmente sanguinaria ed Otero ribatte che il governo militare ha ripulito le strade ed ha creato occupazione, continua poi affermando che il popolo che con Allende il popolo “non poteva comprare niente di importato ed era costretto a pagare, e caro, quello che si produceva in Cile e che dal giorno alla notte ha potuto comprare quello che voleva”.

Effettivamente durante il governo di Allende non era possibile trovare merci se non al mercato nero; la causa è da ricercare nel fatto che gli imprenditori ed il governo statunitense, Nixon affermò “Hay que reventar ese hijo de perra” riferendosi ad Allende, foraggiò gli scioperi di massa ed i sabotaggi che paralizzarono il paese. Magicamente appena avvenuto il golpe militare i negozi tornarono ad avere i magazzini colmi!

Le polemiche seguite all'intervista dell’ex avvocato e senatore di Renovacion nacional (Rn, partito del primo presidente, Pinera, di destra democraticamente eletto negli ultimi 50 anni) sono stata aspre ed il ministero degli Esteri cileno è subito intervenuto per cercare di prendere le distanze da Otero ed ha affermato che dichiarazioni sono tutte "opinioni personali". Pochi giorni dopo la pubblicazione dell'intervista e dopo le pressioni del presidente Pinera l'oramai ex-ambasciatore in terra argentina ha rassegnato le proprie dimissioni che sono state immediatamente accettate.

venerdì 30 luglio 2010

Cile: progetto Hydroaysen

Nella Patagonia cilena la società Endesa, controllata al 92% dall'italiana Enel, sta iniziando la fase esecutiva del progetto Hydroaysen. Endesa è l'azionista di maggioranza, 51%, del progetto mentre l'altro partner è la società cilena Colbun. Hydroaysen prevede la costruzione di cinque centrali idroelettriche nel Cile meridionale più precisamente nella regione del Aysen.

Le cinque centrali saranno dislocate nel fiume Baker (due impianti) e nel fiume Pascua (tre impianti) e avranno bisogno di circa 2400 km di cavi e circa 6000 torri alte poco meno di 70 metri per il trasporto dell'energia prodotta dal estremo sud fino ai bacini industriali del nord.

Questo colossale progetto non tiene conto di un aspetto fondamentale: l'impatto ambientale!

La costruzione delle cinque dighe e le linee aeree per il trasporto dell'elettricità, secondo uno studio approfondito del Mit di Boston, avrebbero ripercussioni gravissime sui bacini fluviali e di conseguenza sulla flora e sulla fauna. Uno dei rischi maggiori è legato all'inquinamento delle falde acquifere dell'area in cui le dighe verranno costruite.
Alcune associazioni ecologiste, dei diritti dei popoli e gli indio si sono schierati contro il progetto perché questo non porterebbe vantaggi a tutti i cileni come sbandierato dalla società Endesa ma solo all'industria mineraria del nord del Paese, già adesso consuma circa il 45% dell'energia elettrica del paese, e l'industria metropolitana di Santiago che usa poco meno del 40% di elettricità, quindi alla popolazione non rimane che uno scarso 15%. Il popolo cileno non beneficeranno dell'aumento di produzione elettrica perché l'energia prodotta sarà trasformata in corrente continua per il trasporto e poi ritrasformata nelle centrali alle porte dei poli industriali o minerari.

Coloro che si oppongono al progetto denunciano che le società promotrici “corrompono” le autorità locali donando denaro, opere sociali, borse di studio, corsi di formazione e servizi (wifi gratuito) in cambio della loro non opposizione al progetto Hydroaysen. A testimonianza di questo modus operandi vi è l'episodio che ha visto protagonista il presidente di Endesa che nella cerimonia di donazione di 10 milioni di euro, per la ricostruzione post-terremoto, ha invitato il Presidente Pinena a non ostacolare l'iter burocratico del progetto.
Le associazioni ecologiste, dei diritti dei popoli e gli indio per cercare di far valere le loro idee hanno richiesto l'intervento del Tribunale permanente dei popoli (TPP) di Madrid, dato che la politica interna è soggiogata al volere ed al potere economico di Endesa e Colbun.
Sfortunatamente il TPP non emette verdetti vincolanti ma solo simbolici.

domenica 25 luglio 2010

Paraguay: Epp sempre più forte?

Ejercito del Pueblo Paraguayo continua ad attaccare le forze dell'ordine paraguaiane nonostante il governo del Presidente Lugo cerchi di contrastarlo cono ogni mezzo (link al post sullo stato ri emergenza).
Nell'ultimo attacco portato dal Epp, avvenuto a fine giugno 2010, sono stati uccisi nella provincia di Concepcion due agenti della Foper (Fuerza Operativa de Policia Especializada) mentre la loro squadra stava effettuando un pattugliamento in un'area boscosa. La pattuglia della Foper era intenta a scovare tracce dei gruppi insieme a cui i leader del Epp si muovono.

Lo scontro è avvenuto perché i militanti del Epp si sono visti quasi accerchiati dai militari, per cui hanno deciso di aprire il fuoco per cercare di fuggire senza essere arrestati. Alla fine dello scontro si sono contate due vittime tra la Foper e, secondo alcuni agenti di polizia, alcuni guerriglieri siano stati feriti anche se non è stato messo a segno nessun arresto. Dopo lo scontro a fuoco le forze dell'ordine hanno rinvenuto un accampamento del Epp in cui sono state rinvenute uniformi militari contraffatte, due radio sintonizzate sulla frequenza della polizia., fotografie di aree militari e computer portatili. All'interno dei Pc sarebbero state rinvenute annotazioni degli spostamenti e delle abitudini di un parlamentare del partito Liberal radical Autentico, Salym Buzarquis, e di un magistrato della Corte Suprema di Giustizia.

Dopo questo episodio il governo Lugo ha deciso l'invio di altri 200 agenti del Foper per cercare di limitare anche la possibilità che l'esercito ribelle possa iniziare una campagna di reclutamento nelle province più povere del paese diventando, così, un movimento molto più strutturato e pericoloso. A questo timore si aggiunge quello che Epp possa entrare in contatto con le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia); secondo alcune fonti sembra che alcuni incontri siano già avvenuti.